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Jamaica – Honduras (Campionato Mondiale Junior) – New York
A cura del maestro Giovanni Cecconato
4 luglio 2006 Partenza da Treviso con Ryanair. Primo imprevisto il biglietto prevede un peso massimo di 15 kg. La valigia pesa troppo! Devo pagare 48,00 € di sovrattassa. Evviva! Arrivo a Ciampino attorno alle 20: 00. Fa caldo, ma almeno è molto ventilato. Dovrebbe venire a prendermi il maestro Paolo Gentile, perciò aspetto fuori del terminal. C’è molta gente che va e viene, ma non si vede Paolo…. sono già le 20,30 e rischio di perdere la semifinale tra Germania e Italia. Alle 21: 00 ricevo la telefonata di Paolo che mi chiede dove sono, i miei sospetti diventano realtà! Non so per quale motivo mi sta aspettando a Fiumicino….La partita comincia, cribbio! Finalmente arriva, sono già le 21,30 ci dirigiamo verso Fregane, trascorrerò la notte nella casa al mare dove Master Bos e famiglia trascorrono l’estate. Arriviamo, quando è iniziato il secondo tempo, Tiziana ci prepara la sua “pasta al pesto”, per l’occasione, la tv è in giardino e, quasi allo scadere del tempo, arriva il primo goal dell’Italia nel frastuono delle trombe da stadio che Timmy sta usando. Nel giro di due minuti, in sostanza a tempo scaduto, ci regalano il secondo goal. Germania è in ginocchio, Italia in finale! Fantastico siamo felici……possiamo andare a letto! 5 luglio 2006 Partenza da Roma – Fiumicino in orario e dopo circa 9 ore di volo, di giorno non passano mai, arriviamo a New York JFK e con sgomento scopriamo che, per motivi di sicurezza, dobbiamo ritirare il bagaglio per imbarcarlo sul volo successivo. Sono pazzi questi americani! Non ce la faremo mai! Il tempo a nostra disposizione è risicato. L’arrivo dei bagagli è lentissimo, non ce la faremo mai, il tempo stringe e per di più dobbiamo andare al terminal 4. Recuperiamo le valige e cominciamo a correre, superiamo tutti gli ostacoli ( maree umane di gente nell’attesa d’imbarco, terremoti, cavallette, pestilenze…. forse ho esagerato!) possiamo farcela! Consegniamo le valige e continuiamo a correre verso il terminal 4, sembra irraggiungibile, per fortuna non siamo dei maestri obesi e, grazie alla nostra forma fisica, saliamo sul volo “Air Jamaica” diretto a Kingstone. L’aereo è variopinto, non c’è molta gente, l’equipaggio è molto gentile. Dopo circa tre ore di volo arriviamo nella capitale del Reggae. L’atmosfera è accogliente, ma il clima è caldo e umido. Mio Dio, non sono arrivate le nostre valige! E’ la prima volta che mi succede, per fortuna nel bagaglio a mano ho un cambio. Forse arrivano domani. Sicuramente a New York non hanno fatto in tempo a caricarli. Speriamo bene… Dopo circa un’ora e mezza di strada verso l’interno dell’isola, arriviamo a Mendeville. Il tempo è uggioso, a tratti piove, siamo in mezzo alle colline ricoperte di una natura rigogliosa. Alloggiamo all’hotel “GOLF view, ma manca la “VIEW” intesa come “veduta, panorama”! Sono circa le 22: 30 ora locale, siamo in piedi da circa 20 ore ed è giunto il momento di dormire, una bella doccia, FINALMENTE! Domani è un altro giorno. 6 luglio 2006 E’ l’alba di un nuovo giorno, ho dormito come un sasso, stanchissimo ho in sostanza perso i sensi. Master Bos, a causa del fuso orario, ha dormito solo fino alle 3: 00 del mattino. Dopo una colazione a base di frutta squisita, alle ore 9: 00 inizia lo stage e Master Marano dirigerà la prima parte e impresterà un dobok a Master Bos, io ovviamente dovrò saltare gli allenamenti fino a, quando non riavrò il bagaglio. Brutte notizie………la mia valigia…….Essendo chiusa a chiave, non è rilasciata dalla polizia doganale. Sono solo io, mi chiedo, ad aver timore di perdere le mie cose e quindi chiude a chiave la valigia? Mi chiamano dall’aeroporto, e affermano che fino a quando non apriranno la mia valigia, non potranno consegnarmela!E’ bellissimo tutto ciò, concedo il mio permesso per rompere la serratura, nulla da fare, non possono danneggiarla! Decido di consegnare le chiavi, nella serata, all’autista che porterà il bagaglio di Master Bos. Un altro giorno senza i miei effetti personali, la maglietta comincia a puzzare, non è bello, Master Bos mi offre un’altra maglietta, spero di riavere le mie cose domani. Nella serata è prevista una cena presso un ristorante cinese. La compagnia è buona ed il cibo pure. Le domande sull’ITF sono innumerevoli, hanno fame d’informazioni ed i Masters sono pronti ha sfornare una valanga di notizie. L’atmosfera è tranquilla e cordiale. 7 luglio 2006 La mia valigia è ancora in aeroporto, mi confermano che arriverà nel pomeriggio. SPERIAMO!!! Un altro giorno d’allenamento perso, mi manca il mio dobok. Star seduto a guardare gli altri, non mi va proprio. Mi piace allenarmi con gente nuova, anche se il livello tecnico è basso. Pranziamo in hotel con un piatto di frutta fresca. Si ritorna in palestra per l’ultima parte dello stage. Sono circa le 16,00 quando, ……YEEHHHH………….Arriva la mia valigia! Alle 19: 00 ci sono gli esami, 3 persone per 4°dan e 2 per 5°dan, i Masters si preparano e la tensione degli esaminandi è alle stelle. Come già detto il livello tecnico non è elevato, ma tutti e cinque dimostrano passione, grinta, voglia di fare e superano l’esame, tutti promossi! E’ serata di festa, ci portano a mangiare in collina presso una vecchia casa coloniale ristrutturata, il posto è incantevole e la visuale dalla veranda è notevole. Proviamo delle specialità locali, deliziose, accompagnandole con un vino rosso (merlot) cileno. L’ospitalità di queste persone è meravigliosa. Stiamo mangiando troppo, ma è tutto così buono………come si fa a dire di no! 8 luglio 2006 E’ sabato. Oggi ci aspettano tre ore di stage con le cinture colorate, bambini e adulti. Finalmente ho il mio dobok e partecipo allo stage, Master Marano mi affida un nutrito gruppo di cinture bianche, l’unico problema è che non ridono, sembrano non apprezzare o non divertirsi. Una leggera tensione è la causa di tutto, ma alla fine sanno esprimere apprezzamento. Alle 14: 00 abbiamo finito, ci riportano in hotel, una doccia fresca e siamo pronti per “ALLIGATOR BEACH” un paesino di pescatori fuori dei percorsi turistici, è ovviamente sul mare e si mangerà pesce. Dopo circa un’ora di strada arriviamo in questa località. Un po’ trasandata, non si vede l’ombra di un turista. Il locale per la cena è all’aperto. Ci mostrano la cucina, i N.A.S. dei Carabinieri la farebbero saltare con l’esplosivo, ma il pesce è freschissimo. Ci sediamo in riva al mare e cominciano a portarci tanta di quella roba….gamberetti, pesce alla griglia e molto altro, ma i Masters ed io ci tuffiamo nei piatti d’aragosta, sono sublimi, hanno una carne così saporita che alla fine né mangiamo tre a testa! L’ho già affermato che stiamo mangiando troppo? Per terminare la cena ci fanno assaggiare una marca di Rum jamaicano, quello che mancava per chiudere in bellezza, io e master Marano apprezziamo, master Bos un po’ meno. Si ritorna in hotel e, sorseggiando dell’ottima crema whisky, ci congediamo dalla compagnia. 9 luglio 2006 E’ il giorno della finale ITALIA – FRANCIA. La Francia non può vincere, è il nostro momento! Ci svegliamo con calma, facciamo colazione e ci rilassiamo un po’ in piscina, a mezzogiorno ci viene a prendere Owen (un 4°dan locale). Dopo averci guidato in un breve tour nel quartiere chic di Mendeville, delle case stupende in stile coloniale, lo stesso Owen ha una casa incredibile. Siamo a casa sua per pranzare e vedere la partita. Sono molto cordiali e all’appuntamento arrivano anche le cinture nere che hanno partecipato allo stage, c’è aria di festa in casa. Tutto è pronto, cominciamo a mangiare ed inizia la partita, ci sono due o tre persone che tifano per la Francia, sono un’esigua minoranza tutti gli altri sostengono l’Italia. Dopo il rigore concesso alla Francia l’atmosfera si rattrista, ma si ricomincia prontamente a far festa quando segnano i nostri! Mi dispiace seriamente non essere in Italia in questo momento. Dopo i tempi supplementari dove nulla è successo, arrivano i temuti rigori dove normalmente crolliamo…ma non oggi, non in questo mondiale! La Francia sbaglia un rigore e noi, implacabili, portiamo a casa la coppa. CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! Tre volte, come gridò il mitico Nando Martellini ai mondiali di Spagna nel 1982 ed in questo momento sento fortemente la mancanza dell’Italia, la festa per le strade si può solo immaginare! Bene, con il cuore colmo di gioia, è ora di dirigerci a Kingstone. Domani mattina all’alba abbiamo il volo per Miami e poi per Tegucigalpa (Honduras). 10 luglio 2006 La sveglia è alle 4: 00 e ci vengono a prendere tra 30 minuti per portarci all’aeroporto. Arrivati al terminal per il ceck-in, il mio passaporto da qualche problema, non capisco perché. Passiamo i controlli e nell’attesa dell’imbarco mi chiamano all’altoparlante! Un po’ mi preoccupo. Il problema era la validità del mio passaporto. Non si erano accorti del rinnovo, tutto bene quindi. C’imbarchiamo! L’aereo comincia il rullaggio sulla pista, quando, nello sgomento generale, BANG….CRASCH….POOFF….si spegne un motore! Meglio a terra che in volo! Perdiamo circa un’ora, ma poi si parte regolarmente. Arriviamo a Miami, abbiamo un’ora di ritardo e cominciano i problemi. Appena scesi dall’aereo un primo controllo passaporti, poi c’è la "radiografia" alla frontiera, di fronte a noi una marea di gente! Arriva il mio turno, è bellissimo, il computer non accetta i miei dati. Proprio una giornata fortunata! Finalmente dopo circa 15 minuti, al terzo tentativo mi permettono di passare. Siamo in grave ritardo, recuperiamo le valige e le riconsegniamo al “custom”, c’è il rischio di perdere l’aereo per l’Honduras. Sempre di corsa, tanto per cambiare, arriviamo all’imbarco dove ci stanno aspettando! Occupiamo il nostro posto in aereo e, appena ci sediamo, il comandante annuncia che il decollo subirà un ritardo di un’ora perché devono cambiare tre ruote! La cosa corretta è che avranno tutto il tempo di caricare le nostre valige….forse! Finalmente decolliamo e, dopo circa due ore di volo, siamo a Tegucigalpa la capitale dell’Honduras. L’atterraggio è emozionante, sembra di essere in un bombardiere in missione di guerra, il nostro compito è quello di bombardare una diga in mezzo alle colline! Forse galoppo troppo di fantasia, ma si volava veramente bassi in mezzo alle colline, si poteva vedere la gente dentro le case! In aeroporto l’ennesimo controllo passaporti, le valigeeeee……….si sono arrivate. EVVIVAAAA!! Ci stanno aspettando e, con un piccolo pick-up ci portano in hotel, i nostri bagagli sono nel cassone e, per sicurezza, due ragazzi dell’organizzazione si siedono nel cassone con le valige. Ci spiegano che devono far così, altrimenti c’è il rischio che qualcuno si freghi la nostra roba, quando ci fermiamo ai semafori! Considerato il livello di povertà che si nota, l’hotel è mirabile. La sera ci ritroviamo tutti a cena. L’atmosfera tra noi è veramente cordiale tanto da farmi sentire come a casa! 11 luglio 2006 Il risveglio è tranquillo. La camera è molto confortevole. A colazione c’è un po’ di tutto. La frutta è squisita. Alle ore 9: 00 dobbiamo andare a vedere il palasport dove si svolgerà il campionato. In 15 minuti arriviamo e la struttura si presenta molto bene, perfetta per questo campionato. Cominciamo a verificare la disponibilità del materiale, tutto sembra procedere per il meglio, domani comincerò l’allestimento. Il tatami in arrivo è più che sufficiente, prepareremo 3 quadrati 9x9 lo spazio c’è! Nel pomeriggio abbiamo un po’ di tempo libero, né approfitto per fare un po’ di bucato e poi in piscina per una nuotata. Dopo cena, per finire la serata, tutti in camera di Master Trajtenberg per chiacchierare e scherzando sorseggiamo della crema whisky. 12 luglio 2006 Dio mio….è già passato un altro anno! Già….è il mio 42esimo compleanno, ad essere sincero non li sento proprio questi 42 anni, ad ogni modo gli auguri di tutti gli amici che ho qui mi scaldano il cuore. Dobbiamo cominciare ad allestire il Palasport quindi, alle 9: 00, ci avviamo verso il Palazzetto, ci rendiamo conto, una volta arrivati, che forse siamo stati ottimisti! Ottenere ciò che ci serve è davvero difficile, il tatami arriverà verso mezzogiorno, quindi ci organizziamo per il pomeriggio. Alle 16: 00 torniamo al Palasport, ma riusciamo solamente a montare i tre quadrati, perché manca tutto il resto, mi sento impotente! Intorno alle 18: 30 torniamo in hotel, per rilassarmi vado a fare una nuotata in piscina, non c’è nessuno….fantastico! Dopo aver fatto una bella doccia vado a cena e poi a nanna, domani sarà un giorno intenso. 13 luglio 2006 Ho dormito bene, come il solito! Dopo la colazione, alle 9: 00, iniziano le operazioni di peso e verifica documenti. Bisogna assicurarsi cha la data di nascita sia quella prevista per gli atleti Juniores, infatti, due ragazzi argentini hanno 19 anni, i coaches non se né erano accorti! Procede tutto regolarmente e senza problemi, ah quasi dimenticavo, l’organizzazione nonostante le nostre richieste non hanno procurato una bilancia per il peso! Alle 9: 00 stavano ancora cercando di farsi imprestare una bilancia dall’ospedale….cose da pazzi, per fortuna il team inglese né aveva una ed abbiamo risolto il problema. Alle 12: 30 era tutto fatto. A pranzo, finalmente abbiamo una saletta riservata. In tal modo stiamo lontani dalla confusione, molto meglio! Nel pomeriggio, mentre Master Bos e Master Marano si occupano delle riunioni Coaches e Arbitri, io ritorno al palasport per completare l’allestimento. Meno male….c’è qualcosa su cui lavorare e si riesce a fare quasi tutto. Mancano dei fogli di compensato da mettere sotto le sedie, per evitare che buchino il tatami. A quanto mi dicono il resto dell’occorrente, c’è tutto, non so dove sia, ma mi rassicurano….c’è! Ho un pessimo presentimento…speriamo bene! Alle 18: 30 arrivano Master Bos e Master Marano per controllare il mio lavoro, apprezzano quanto sono riuscito a fare. Il Palasport è carino anche se un po’ spoglio! Bene, torniamo in hotel e, prima di cena, ho il tempo per una nuotata in piscina. 14 luglio 2006 Ah……cominciamo bene! Il ristorante è troppo piccolo perché contenga tutti, atleti ed arbitri di questohotel, perciò iniziano le code per prendere qualcosa al self-service e trovare un posto a sedere. Bene, andiamo al palasport, la gara dovrebbe cominciare alle 8: 30 e, come per magia, ecco la prima sorpresa…….manca tutta la modulistica per poter iniziare la gara! E’ bellissimo….siamo costretti a ritardare l’inizio di mezz’ora. Finalmente la modulistica arriva e la gara può iniziare, ma non finisce qui, infatti, ci accorgiamo che manca l’ambulanza. Il dottore è presente, ma manca l’ambulanza! La gara procede senza altri problemi. Il livello è buono. Dopo la pausa pranzo, l’apertura ufficiale. E' prevista la visita del Presidente della Repubblica. Non hanno idea di come far sfilare le delegazioni, perciò mi adopero in modo tale che ogni cosa vada per il meglio. Arriva il Presidente con tutto l’apparato di sicurezza. Si presenta solo un piccolo problema. Il pubblico, non c’è, nonostante la pubblicità fatta su televisione, giornali locali, radio e manifesti, non c’è quell’affluenza di pubblico che si sperava, in effetti, non c’è nessuno! Una cerimonia molto semplice, pure troppo, qualche discorso e la canzone di Scott Downey dedicata al Gen. Choi (mette una tristezza incredibile), per fortuna c’è il team New Zeland che in onore del Presidente esegue l’HACA, la famosa danza di guerra maori. Finalmente finisce e riprendiamo la gara, le tecniche speciali individuali, ci fanno perdere un sacco di tempo. Siamo costretti a spostare le tecniche speciali a squadre domenica. L’ultimo problema arriva nella serata alla premiazione. La postazione dell’impianto audio è lontana da noi, dalla parte opposta. Possiamo vedere l’operatore attraverso una finestra. E' troppo lontano! Il problema fondamentale riguarda gli inni nazionali. Non funzionano correttamente, un disastro! Per il prossimo campionato ci dobbiamo procurare un CD con tutti gli inni e risolviamo il problema. Gli atleti sono felici. Torniamo stanchi in hotel, la cena e poi a dormire. Domani sarà un giorno molto lungo! 15 luglio 2006 È l’alba del giorno più lungo. Oggi ci sarà la gara di combattimento individuale e prove di potenza. Arriviamo al palazzetto e non hanno ancora preparato i segnapunti, necessari per segnare le ammonizioni ed i punti in meno. Lo stanno facendo in questo momento. Ieri ho chiesto ripetutamente allo staff, di preparare i segnapunti. È così difficile ottenere le cose! Tutto quello che serve per organizzare una gara che ovviamente dovrebbe esserci, qui manca! Mi chiedo...come organizzano le gare qui? Dobbiamo iniziare la gara e, non potendo fare altrimenti, ci organizziamo per le ammonizioni scrivendo i numeri necessari, su alcuni fogli di carta piegata in due. Non è bello né professionale, ma funziona! Il livello delle ragazze è molto basso. Tra i ragazzi si vede già qualcosa di più interessante. La gara di potenza, sotto l’attenta guida di Kurt, procede in modo spedito ed in due ore è finita. La parte più spettacolare della giornata, è offerta dal “combattimento tradizionale”, il duo canadese oltre che tecnico è anche molto spettacolare, il primo posto sarà loro. Pausa pranzo, la sala riservata agli arbitri è chiusa, non si sa perché! Nel ristorante, la coda al self-service è interminabile….mi girano un po’ le scatole e decido di andarmene in camera, mangerò di più a cena! Nel pomeriggio, la gara continua senza intoppi e riusciamo a finire tutte le categorie. Ancora una volta ci siamo riusciti. Grazie soprattutto al duro lavoro degli arbitri, la gara termina in orario. Ricevo un invito ufficiale dal Presidente, Master Tran. L’appuntamento è alle 21: 30 in hotel. E’ un onore partecipare a questa cena ristretta a pochi intimi. Il ristorante è vicino all’albergo e, visto che domani sarà il suo compleanno, festeggiamo Master Trajtenberg, l’atmosfera tra noi è davvero cordiale come in famiglia! Ordiniamo un filetto al pepe verde, ci avvertono che la salsa è abbastanza piccante, noi stoicamente che non è un problema. Dobbiamo ricrederci, quando arriva la carne, la salsa è di fuoco e, quando arriva sulla lingua, sembra trasformarsi in lava fusa! La carne è comunque squisita. Oramai è tardi e domani ci aspetta l’ultimo giorno di gara, decidiamo quindi andare a dormire. 16 luglio 2006 Wake up! Evviva è l’ultimo giorno di gara. Ci sono da fare le finali dei combattimenti individuali nel quadrato centrale. Nel quadrato n°1 si svolgerà la gara di tecniche speciali a squadre. Nel quadrato n°3 i combattimenti a squadre e, dietro al medesimo, le prove di potenza sempre a squadre. Procede tutto secondo programma, si comincia già ad intravedere quali saranno le squadre finaliste, la Polonia e l’Argentina sia nella gara femminile che maschile. L’Argentina si aggiudica entrambe le finali, anche se in quella maschile, c’è stata qualche contestazione. L’incontro di spareggio era palesemente in favore della Polonia, ma gli arbitri hanno visto qualcosa di diverso! Cerimonia di chiusura che, consiste nel passaggio della bandiera I.T.F. dalle mani del Presidente Organizzatore, Master Bonilla, a quelle del prossimo organizzatore Master Clint Norman (Canada). Il prossimo anno in Canada, si svolgeranno i due mondiali, Junior e Senior, finalmente….come l’europeo. La cerimonia si termina con dei balli folcloristici. Nella serata è prevista una cena ufficiale in hotel, dedicata agli arbitri ed i membri dello staff. Come in altre occasioni, anche in questo caso le risate si sprecano, il “wellcome commettee” costituito da Luis Gato (Portorico), Leonardo Oros Duek (Israele, ma argentino d’origine) e la tutta fare Silvina. Il suddetto comitato, è la parodia di quello ufficiale dell’I.T.F. e quello che combina è a dir poco esilarante. La cena si finisce con la consegna, da parte di Master Bonilla, di un riconoscimento a coloro che, con un duro lavoro, hanno contribuito alla buona riuscita di questo campionato. Decido di tornare in camera, anche se non è molto tardi, per preparare la valigia. Domani si parte! 17 luglio 2006 Non vedo l’ora di partire, sistemo con calma la valigia e vado a fare colazione, alle 9: 00 la partenza dall’hotel. Abbiamo chiamato un taxi, per il semplice motivo che “l’organizzazione” non ha organizzato il trasporto, mi chiedo come faranno le varie delegazioni! M’importa relativamente, non è un mio problema anche perché il taxi costa solo qualche dollaro. Arriviamo in aeroporto con largo anticipo, è meglio così perché molte delegazioni partono nella mattinata. Il check-in si svolge rapidamente e senza intoppi, possiamo rilassarci. A Miami, a causa del poco tempo a nostra disposizione, potremmo avere dei problemi. I controlli sono molti e dobbiamo pure prendere le valige. Sempre di corsa, oramai è una costante, riusciamo a prendere la coincidenza per New York. Arriviamo alle 21: 00 e, tanto per cambiare, non ci sono le nostre valige! Non ci credo, non mi è mai successo, questo viaggio è un’odissea! I bagagli arriveranno nella notte con il volo successivo. Emiliano ci sta aspettando e ci ospiterà a casa sua, svolgiamo le pratiche per le valige perse e poi ci dirigiamo verso Brooklyn, è lì che abita con sua moglie Susan. Dio mio che caldo fa! Sembra la Malaysia! La casa è molto carina in una zona molto tranquilla. Facciamo una doccia e ci mettiamo a tavola, si mangia cinese, tutto squisito. Sono le 23: 00, decidiamo di andare a dormire, io mi distenderò in soggiorno sul divano, ci sarebbero due stanze di sopra, il secondo piano è privo d’aria condizionata, sembrano un forno crematorio. Domani mattina, se dormissi lì, raccoglierebbero i miei resti con la spugna! 18 luglio 2006 Ci svegliamo con calma, facciamo colazione e…via, Manhattan ci aspetta! Prendiamo il metrò, è così comoda per muoversi in città e poi c’è l’aria condizionata. Il tragitto dura circa 40 minuti e scendiamo a Broadway, china town, le bancarelle ed i negozi d’ogni genere si susseguono incessantemente. È mezzogiorno, Emiliano ci porta a mangiare in un ristorante cinese, entriamo in un salone enorme pieno di cinesi! Siamo gli unici occidentali. Sembra di essere ad un matrimonio. Ci sediamo ed aspettiamo il passaggio dei vari carrelli con le varie specialità, è un bel sistema perché si sceglie quello che si vuole ed è tutto molto buono. Dopo il lauto pasto, ci dirigiamo verso “South See Port”, il vecchio porto restaurato ed adibito a centro commerciale. All’ultimo piano del centro commerciale, c’è una terrazza coperta che si affaccia sul mitico ponte di Brooklyn, in questo locale si può trovare qualsiasi tipologia di fast food, ma noi abbiamo già mangiato e decidiamo per una bibita dissetante. Il caldo all’esterno è soffocante. Saranno almeno 40° e con molta umidità. Continuiamo il nostro giro, passando per “Ground Zero” dov’erano le torri gemelle del “World Trade Centre”, hanno cominciato i lavori per la realizzazione del nuovo progetto, se non sbaglio si tratta del grattacielo più alto del mondo (Freedom Tower). Andiamo verso nord, sempre entrando ed uscendo da negozi fantastici dove spendiamo anche qualche soldino, “Manhattan” è il massimo per fare shopping. Nella serata siamo ospiti d’Emiliano per cena, ci porta nel locale dove lavora, è un posto molto raffinato dove si può assaporare la cucina tailandese. All’interno non c’è molta luce. Crea un'atmosfera molto tranquilla e rilassata. Ci accomodiamo nel centro della sala, vicino ad una vasca di forma quadrata piena d’acqua. In mezzo alla vasca, tra grandi foglie verdi si muovono una quindicina di bocce di vetro, contenenti candele accese. Un vero tocco di classe. Il cibo servito è squisito. Riprendiamo la via di casa, posso affermare che siamo giustamente stanchi. Scesi alla nostra fermata di Brooklyn, comincia a scendere qualche goccia di pioggia e si vedono pure dei bei lampi! Forse questa notte si dorme un pochino più fresco. Arriviamo a casa e….evviva, le nostre valige. 19 luglio 2006 Buongiorno… Il risveglio è tranquillo. È il giorno della partenza, avendo il volo nella serata, decidiamo di fare un altro giro a Manhattan non appena abbiamo finito la colazione. Arriviamo a sud di “Central Park” e poi scendiamo per la “5th Avenue”, famosa per i negozi “lussuosi” come la gioielleria “Tiffany”. Mangiamo qualcosa in un ristorante di una catena simile a “Pizza Hut” e poi torniamo a casa per preparare le valige. Decidiamo di partire con largo anticipo, il volo è nella serata e noi lasciamo casa alle 15: 30. Abbiamo fatto più che bene…, cominciamo bene, Emiliano sbaglia strada e perdiamo un sacco di tempo. Arriviamo in aeroporto con più di due ore d’anticipo, nonostante l'inconveniente. Arrivati al terminal della Delta, non ci posso credere…c’è una fila di passeggeri sul marciapiede fuori dell’entrata. E' la coda per arrivare al check-in! Decidiamo d’infilarci a circa metà fila, la gente mormora un po’ e ci lancia anche qualche maledizione ma, avendo capito che non ci saremmo spostati anche a costo della vita, tutti si sono calmati. Siamo lo stesso a 50 metri dall’entrata! Nel frattempo assistiamo a qualche momento, esilarante, d’insofferenza tra passeggeri isterici e personale dell’aeroporto. Il tempo passa e, arrivati all’entrata del terminal, ci accorgiamo che all’interno la fila è più lunga che all’esterno. Non ce la faremo mai! Alle 19: 30 siamo ancora in fila…per fortuna che, quando un volo è prossimo all’imbarco, dirottano i passeggeri in una corsia privilegiata, così tocca anche a noi. Riusciamo a fare il check-in e, di corsa…, ci dirigiamo verso il cancello d’imbarco. Non siamo in ritardo, arrivati all’imbarco ci accorgiamo che la partenza è posticipata, dapprima alle 20: 20 e poi alle 20: 40, in conclusione l’aereo è decollato verso le 22: 00. Prevedibile, con quel casino al check-in era impossibile far decollare i voli in orario, buon per noi. Occupiamo posto in aereo, ci sediamo al n°15 proprio dove finisce la business class, di fronte a noi la parete di divisione con il nostro bel monitor che funziona e sul quale potremo guardare dei bei films. L’aereo comincia il rullaggio sulla pista, quando si spegne il monitor…solo il nostro! Facciamo notare al personale di bordo il problema, ma, molto gentilmente, ci rispondono che ha un guasto che non può essere risolto! È bellissimo. Speriamo sia l’ultimo inconveniente di questo viaggio. Decidiamo quindi di dormire, ci riusciamo in parte, tanto che il volo sembra durare veramente poco, ci svegliamo in pratica sulla Sardegna. L’atterraggio a Fiumicino è da manuale. Finalmente siamo arrivati a casa. Mi sembra di essere stato via un mese! La mente va ripercorrere i momenti, belli tanti, meno piacevoli pochissimi che questo viaggio ci ha riservato e, subito va al futuro, al prossimo appuntamento. Questa è una delle cose più belle che mi abbia regalato il taekwon-do, la possibilità di viaggiare, vedere luoghi e culture diverse, conoscere un sacco di gente e ritrovare i vecchi amici… Alla prossima!
Maestro Giovanni Cecconato
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