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6 Marzo 2010 Cassano D'Adda (MI)
Essere sempre presenti al
momento, consapevoli di se stessi ,della situazione, delle persone che ci
circondano del luogo dove siamo. Questa è la prima regola per difendersi.
Le mani, la forza sono l’ extrema ratio alla quale è auspicabile che
nessuno di noi debba mai ricorrere. A molti può sembrare un paradosso
essere giunti a questa conclusione dopo uno stage di difesa personale, ma
non di certo ai 50 tra Maestri, istruttori, praticanti di Taekwon-Do e
principianti che hanno avuto la fortuna di vedere all’opera il M°
Alessandro Cavidossi c.n. 6° dan , sabato 6 Marzo a Cassano d’Adda, grazie
al M° Sergio Sergi c.n. 6° dan Presidente del Comitato Lombardo di
Taekwon-Do ITF, organizzatore dell’evento. Le tecniche di difesa applicate
per ore, i lividi sulle braccia e sulle gambe dimostrano che si è fatto
sul serio perché quando è in gioco la propria incolumità non si può
fingere e una pratica “realistica” aumenta la consapevolezza di quali
rischi si incontrano se non si fa lavorare il “Generale” cervello prima
dei pugni e dei calci (i soldati). La mancanza di preparazione al
pericolo, l’assenza di concentrazione, di determinazione e soprattutto il
panico possono renderci vittime facilmente vulnerabili . Per questo
motivo, avendo solo frazioni di secondo per decidere se e come
agire/reagire, è fondamentale assimilare dei meccanismi automatici di
difesa.
Lo stage, condotto con grandissima professionalità e altrettanta simpatia
dal M° Cavidossi, si è sviluppato in un crescendo di intensità, seguendo
un percorso didattico ben preciso che prevedeva sin dal riscaldamento la
memorizzazione di varie tecniche di attacco e parata che via via sono
state applicate in sequenze sempre più articolate , fino a giungere alla
difesa da coltello. Durante il corso sono state trattate anche tecniche di
comunicazione non verbale mirate a mantenere un atteggiamento allo stesso
tempo pacifico ma pronto alla reazione in caso di attacco , cercando
sempre di non valicare i limiti della legittima difesa (art. 52 Codice
Penale).
Non è facile descrivere quanto siano state avvincenti e intense le ore
passate in palestra ma è sicuro che in tutti i partecipanti è viva la
voglia di approfondire quanto imparato, sempre più consapevoli però della
responsabilità che questo comporta.
M° Riccardo Sozzi c.n. 4° dan

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